Descrizione Tecnica
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Tecnica

Dal punto di vista tecnico, la realizzazione di un modellato con aggetti diversi, che passa dal sottile stiacciato fino ad arrivare a spessori di alcuni centimetri, presenta non poche insidie. A Cabbio, Fontana dimostra di saper gestire queste difficoltà in modo esemplare, creando una malta in grado di venire lavorata con diversi spessori. A seconda dello spessore con cui viene usata infatti, una malta si ritira in modo diverso. Per evitare cretti e difetti durante l’asciugatura, malte con forte spessore contengono aggregati più grossi, mentre le sottili malte di finitura contengono aggregati molto fini.
In questo caso invece, Fontana ha usato una malta di finitura dall’impasto uniforme e dallo spessore apparentemente regolare con cui è riuscito a realizzare sia i volumi maggiori sia i rilievi meno pronunciati. L’artista non ha eseguito prima le cornici e le parti architettoniche su cui successivamente collocare gli elementi decorativi, ma ha realizzato tutto nello stesso momento. Dal confronto con altre sue opere si può ipotizzare che questo fosse il suo modus operandi abituale. Questa tecnica consente di ottenere grande solidità e compattezza materica, perché non soltanto riduce la discontinuità dovuta a impasti diversi, applicati in strati diversi, ma diminuisce la necessità di utilizzare elementi di collegamento, di sostegno e di ancoraggio quali ferri o legni. Inoltre, questa omogeneità fa sì che in fase di asciugatura la malta abbia un ritiro uniforme, diventando particolarmente resistente (Fig. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10).
Si può ipotizzare che la piccola quantità di gesso aggiunta nella malta di corpo, identificata dalle analisi scientifiche, possa aver favorito questo tipo di lavorazione. Il gesso accelera la presa di una malta e modifica le caratteristiche dell’impasto, limita il rischio di fessurazioni durante la fase di presa e influenza la lavorabilità, condizionando i tempi e i modi di procedere dell’artista. In generale il gesso accelera la presa di una malta, ma usando piccoli espedienti che sicuramente il Fontana conosceva (come l’aggiunta di acqua o il rimescolamento dell’impasto in fase di presa) si può ottenere un materiale particolarmente plastico e malleabile. Questi dettagli operativi non compaiono nei trattati o nei manuali ma sono legati al sapere empirico di questi maestri; è stato possibile comprenderli solo realizzando delle repliche delle loro opere.
Per uno stuccatore è fondamentale riuscire a mettere a punto una malta in grado di adattarsi di volta in volta al tipo di lavorazione che sta eseguendo e alle condizioni climatiche in cui si trova (un tempo secco o umido). La composizione di una malta e la sua densità, data dal rapporto tra leganti, aggregati e acqua, variano quindi in continuazione.
L’accurata pulitura condotta durante il restauro del 1999 ha permesso di apprezzare le caratteristiche dello strato di finitura, con una fine cavillatura superficiale che non ne ha in alcun modo compromesso la consistenza materica. Non sembra che vi siano tracce di una scialbatura finale e i segni degli strumenti utilizzati (spatole e stecche di legno) sono appena percettibili. Il modellato non è mai appesantito da una manipolazione insistita ma esprime una particolare freschezza.

Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5
Fig. 6
Fig. 7
Fig. 8
Fig. 9
Fig. 10