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Tecnica

Cappella del Rosario

Per costruire le decorazioni sono stati realizzati prima i piani di fondo e le cornici modanate che suddividono gli spazi. Successivamente sono state eseguite le decorazioni ornamentali, con l’ausilio di stampi, e quindi le cornici degli ovali e delle medaglie polilobate (Fig. 1). Tutte le decorazioni a mano libera (festoni, rosoni, puttini, cherubini) sono di solito eseguite per ultime, ancorate alla parete con una struttura di sostegno che viene predisposta già durante la stesura dei piani di fondo.
Le colonne dell’altare, la mensa e i cornicioni di maggiore aggetto presentano una struttura in laterizio bene ammorsata nella muratura (Fig. 2); altri frammenti di laterizio sono stati osservati nello strato di corpo delle parti più sporgenti dal muro (Fig. 3). L’armatura di sostegno dei puttini (lato est) è composta da vergelle e fili di ferro, mentre per le cornici e gli elementi a bassorilievo sono stati impiegati dei chiodi legati probabilmente da fili metallici. Alcuni elementi decorativi più elaborati e minuti come i capitelli hanno invece una struttura mista: in quello di sinistra, ad esempio, i due festoni laterali sono stati costruiti con dei bastoncini di legno (Fig. 4).
In alcune cornici è stata riscontrata la presenza di uno strato di corpo di un colore più scuro, probabilmente composto con nero carbone (Fig. 5, 6). Il fondo scuro aiutava a dare maggiore volume al modellato.
La superficie di tutte le decorazioni è ben lavorata e lisciata; i dettagli sono stati definiti incidendo la superficie con una punta di legno arrotondata quando sia lo strato di finitura che quello di corpo erano ancora freschi (Fig. 7, 8). Lo strato di finitura è omogeneizzato da due stesure a base di calce, ben visibili in sezione stratigrafica con il microscopio ottico.
Per conferire più profondità allo sguardo dei cherubini del sottarco (intorno al rosone centrale) e sull’arco d’ingresso, le pupille sono state realizzate con dei pezzi di carbone inseriti nella malta ancora fresca (Fig. 9).
Sulla base delle informazioni storiche e archivistiche, confrontate con le indagini eseguite prima e durante i restauri, è stato possibile individuare quattro distinte fasi decorative: la più antica del 1629-1630, una seconda eseguita nel 1675 solo sulle superfici verticali, una terza nel 1759 circa, e l’ultima agli inizi del Novecento (Fig. 10).
È probabile che sia le statue che gli stucchi dell’altare, nella loro prima fase, non fossero policromi. Sotto le numerose ridipinture, sia sulle cornici che sui cherubini del sottarco e dell’arco trionfale, vi sono tracce di doratura a foglia, forse applicata su una preparazione a missione.
I due puttini del lato ovest della volta (Fig. 11, 12, 13) hanno una composizione e una tecnica costruttiva diversa rispetto al resto dell’apparato decorativo ed è quindi probabile che siano stati sostituiti nel corso del tempo1. Non hanno armature metalliche, l’interno è cavo e non è da escludere che siano stati eseguiti fuori opera, probabilmente su una struttura in tessuto irrigidito che poi è stata ancorata alla volta tramite perni e/o chiodi.

Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5
Fig. 6
Fig. 7
Fig. 8
Fig. 9
Fig. 10
Fig. 11
Fig. 12
Fig. 13