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Tecnica

Cappella della Madonna del Rosario

Malgrado l’insieme decorativo sia stato realizzato in epoche e da artisti diversi, si riscontrano simili modalità esecutive.
La decorazione è stata realizzata procedendo dall’alto verso il basso, come osservato dalle sovrapposizioni stratigrafiche. Si presuppone che siano state portate a compimento prima le parti architettoniche (cornici modanate e riquadri) seguendo le indicazioni di un sommario disegno preparatorio inciso sull’intonaco di cui sono state individuate alcune tracce e successivamente realizzate le parti figurative sovrapposte (angeli, puttini, cherubini, bassorilievi).
Il supporto murario è costituito da pietre sbozzate e mattoni e su di esso è stato applicato il primo strato di intonaco, un arriccio di fondo composto da calce e sabbia non selezionata. Su questa superficie scabra e ruvida lo stuccatore ha indicato la posizione dei vari elementi decorativi. Questo abbozzo, inciso sull’arriccio ancora fresco, doveva servire da guida per posizionare le armature che dovevano sorreggere i rilievi più aggettanti.
Per le decorazioni di carattere architettonico, le cornici sagomate e i volumi con poco aggetto, sono stati impiegati dei sostegni relativamente semplici, come mattoni, chiodi e piccoli perni metallici. Per le figure più elaborate invece (come gli angeli degli altari) è stata costruita una più complessa struttura di sostegno, utilizzando materiali compositi: barre e filo di ferro di varie dimensioni, mattoni, legno, fibre vegetali, stoffa e spago. Alcune canne palustri e pezzi di legno sono invece utilizzati per sagomare il gambo dei gigli (Fig. 1), mentre le foglie e i petali sono costruiti soltanto con la malta di corpo e fili di ferro (Fig. 2).
Nell’armatura delle figure a tutto tondo compare sempre la vergella, il cui utilizzo è evidente in una parte nascosta dell’Angelo sopra il timpano dell’altare (Fig. 3). Si può supporre, dallo studio di altre opere di Silva, che lo stuccatore avvolgesse le vergelle e gli altri elementi in ferro nella stoffa o in fibre di stoppa per migliorare l’adesione della malta alle lisce superfici metalliche.
Sull’armatura sono stati progressivamente stesi dai due ai tre strati di malta a base di calce e aggregati differenti a seconda dello spessore, del volume e delle caratteristiche degli elementi figurativi. Questo strato di corpo presenta generalmente una colorazione giallo ocra ed è composto da calce aerea magnesiaca, gesso e aggregati di natura carbonatica, in particolare quarzo e calce spatica (Fig. 4, 5). Sono molto frequenti grumi di calce.
La malta usata per il corpo degli angeli invece è leggermente diversa. Anche questa è composta da calce aerea magnesiaca con aggregati di natura carbonatica, ma con aggiunta di frammenti provenienti dalla macinazione di vecchie malte e fibre vegetali che servivano ad alleggerirne il peso (Fig. 6, 7). Inoltre, l’aggiunta di cocciopesto conferisce a questa malta una colorazione rosata. Questo aggregato reattivo è stato rinvenuto in quantità consistenti negli angeli e nei putti, mentre nelle cornici e nelle altre decorazioni è presente solo in tracce.
L’analisi di alcuni campioni ha confermato la presenza di gesso nell’impasto dello strato di corpo. Non è da escludere che il gesso sia stato aggiunto per accelerare la presa della malta ed evitare che il modellato si deformasse a causa del suo stesso peso.
Le cornici decorate sono state realizzate a stampo, ovvero imprimendo una controforma (solitamente in legno o in terracotta) sulla malta ancora fresca che veniva poi rifinita con stecche e spatole (Fig. 8).
La malta di finitura è composta da calce aerea e polvere di marmo con una porosità molto bassa che rende la stesura particolarmente compatta. È stata applicata a spatola in uno o due strati su uno strato di corpo ormai asciutto, ed è stata lavorata in modo da ottenere una superficie liscia (Fig. 9).
Alcuni effetti di chiaroscuro sono stati ottenuti con leggere incisioni sullo strato di finitura eseguite probabilmente con una spatola dentata (Fig. 10). In corrispondenza dell’ala dell’angelo sinistro è stata rilevata la presenza di impronte digitali che testimoniano come l’impasto venisse lavorato anche direttamente con le mani.
Dove lo strato di finitura si è conservato integralmente è presente una sottile scialbatura a calce stesa a pennello, probabilmente aggiunta dall’artista per omogeneizzare eventuali imperfezioni di lavorazione. È presumibile che i medaglioni e altre decorazioni delle cornici fossero già in origine dorate.

Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5
Fig. 6
Fig. 7
Fig. 8
Fig. 9
Fig. 10